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Un anno da Presidente<< Torna indietro

L'impegno da Presidente del Consiglio regionale, riassunto nell'intervento pubblicato sul quotidiano L'Adige

L'anno che si è chiuso è stato tra i più complessi e delicati nella storia recente della nostra terra. Un anno che ho vissuto come Presidente dell'organo che più di ogni altro ne rappresenta l'essenza, la sintesi tra la realtà trentina e quella altoatesina. Pur con le ridotte competenze che oggi annovera, ha approvato nel corso dello scorso anno 31 leggi e svolge ancora un ruolo fondamentale: il Consiglio regionale è un ponte tra due mondi che  condividono molto, a partire dalla storia e da una identità che, al di là della lingua che oggi in parte ci separa, appartiene ad entrambi. 
Proprio la valorizzazione e il rilancio della nostra Autonomia sono la sfida più grande che ci attende per l'anno a venire. Le pressioni che si avvertono al di fuori dei nostri confini sono grandi, forse più di quanto sia la percezione comune, e anche all'interno della nostra terra vi è chi non ha ancora compreso quale sia la forza che lo Statuto Speciale ci dà e quanto abbia permesso di fare in più rispetto agli altri territori, in questi anni difficili per l'intero sistema Italia. 
Dove altrove si parla di abolire anche le Regioni, in questo anno di continuo confronto con Roma e le altre realtà a Statuto speciale e ordinario, quello che ho appreso per certo è che non possiamo pensare concretamente di difendere quello che per noi è un diritto, ma che agli occhi degli altri è spesso un privilegio, se non lo facciamo insieme. La riforma dello Statuto, che dovrà necessariamente concretizzarsi nel prossimo biennio e che avrà il suo ultimo passaggio proprio nell'aula del Consiglio regionale, dove le proposte di Trento e Bolzano dovranno trovare un raccordo, dovrà necessariamente rilanciare, con altro nome se necessario e sicuramente con altre funzioni, quella casa comune che è la Regione. Siamo due realtà troppo piccole, nel contesto europeo, per pensare, a fronte di una riduzione delle disponibilità, di poter gestire efficientemente, l'una senza l'altra, competenze che invece potremmo condividere per il benessere di tutti i cittadini e soprattutto per i giovani: penso alla sanità, alla viabilità, alla formazione. Se sapremo costruire insieme una nuova realtà, potremo proiettarci concretamente anche al di là delle Alpi, consolidando quel progetto che già ora rappresenta un campo di prova fondamentale, l'Euregio, che ha portato a importanti intese tra Trento, Bolzano e Innsbruck, ma che deve ancora crescere. Dobbiamo costituire una vera Regione europea che unisce tutti i nostri cittadini non solo nel nome di una comune radice storica, che pur esiste, ma per coincidenti interessi ambientali, sociali, economici. 
Sul fronte interno, il tema che più di ogni altro mi ha impegnata, è stato quello dei vitalizi e l'anno passato da Presidente mi ha visto lavorare giorno per giorno, a volte in modo estenuante, per poter arrivare al miglior risultato. Al di là delle notizie sensazionilistiche che periodicamente vengono pubblicate, i dati parlano di 8 milioni di euro recuperati negli ultimi dodici mesi, per un totale di 17 milioni di euro rientrati nelle casse del Consiglio da quando è stata approvata la riforma nel 2014. Di questi, quasi quattro sono già stati destinati alle famiglie trentine e altoatesine. Si tratta di un risultato straordinario, se si pensa che siamo la prima Regione italiana ad aver messo in campo una legge retroattiva in materia di vitalizi, esplorando così una nuova via. Ma come ogni nuovo sentiero, questo presenta delle incognite. Oggi, di fronte all'azione giudiziaria di chi si oppone al rispetto della legge 4/2014, stiamo lavorando congiuntamente alla Giunta regionale,  per recuperare il rimanente, mettendo un piede dopo l'altro, cercando appoggi sicuri per evitare scivoloni e perdite di tempo. Sono fiduciosa che l'anno che verrà porterà ulteriori novità positive e soprattutto chiarirà definitivamente la questione della giurisdizione, affidata alla sentenza della Corte di Cassazione, attesa nei primi mesi dell'anno, che ci permetterà finalmente di affrontare nella giusta sede l'azione giudiziaria. Tuttavia non ci siamo fermati nell'attesa e, rassicurati anche dalla proficua collaborazione con la magistratura e in particolare la Corte dei Conti, stiamo valutando ogni strada per perseguire efficientemente quanto prescritto dalla legge. Il nostro mandato è chiaro e, fino a che sarò Presidente del Consiglio regionale, la mia intenzione è quella di non arretrare e proseguire nella direzione intrapresa. Stiamo ricostruendo giorno per giorno la fiducia nelle istituzioni e solo un lavoro che porti risultati reali, al di là delle demagogie e dei proclami di chi cerca la ribalta, può essere efficace.  
Il  2016 sarà dunque un anno importante, destinato forse a rimanere  nella storia della Regione, e l'auspicio è che sia un periodo di crescita, sulle fondamenta che abbiamo già gettato. Il mio augurio per la nostra terra è quello che si possano vedere realizzati tutti quei progetti destinati a far fiorire il Trentino-Alto Adige/Südtirol, a partire dal nuovo Statuto, ma anche nelle cose più piccole e per tutte le famiglie, camminando insieme per il bene di tutti i cittadini.
 

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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento