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Riformare lo statuto non è oggi una scelta, ma un obbligo<< Torna indietro

Il quadro giuridico nazionale in cui ci muoviamo è complesso e delicato, molto diverso da quello di qualche anno fa e oggi occorre dare spazio all'agire, prima che alle parole. Se da una parte gli accordi con Roma stretti dal Presidente Rossi e dal Presidente Kompatscher salvaguardano di fatto la nostra Autonomia, per poterne garantire il futuro, occorre riformare, in una chiave più dinamica, la carta fondamentale su cui essa si basa. La specialità del Trentino è riconosciuta, anche per merito delle peculiarità culturali e linguistiche che lo caratterizzano, ma non possiamo pensare di essere un'isola.

La Riforma costituzionale in atto a livello nazionale ci mette necessariamente a confronto con le altre realtà a carattere ordinario e con le altre Regioni a Statuto speciale. Non siamo soli  e di questo dobbiamo prenderne atto, nel bene e nel male. I lavori della Commissione parlamentare per gli affari regionali in tema di autonomia, che ho avuto modo di seguire per il ruolo istituzionale che mi compete, hanno da una parte evidenziato come siamo stati in grado, in questi anni, di sfruttare al meglio gli strumenti che lo Statuto ci ha dato, dall'altra evidenzia tematiche dove esistono ancora ampi margini di miglioramento.  Se da una parte la Commissione ha evidenziato il buon funzionamento della nostra autonomia, ponendo il Trentino come esempio positivo, contrapposto a quello della Sicilia, la stessa ha evidenziato la necessità di intervenire sul nostro stesso Statuto. 
 
La nuova disciplina del Titolo V segna, a livello nazionale, il ri-accentramento delle competenze per le Regioni ordinarie, ma parla anche della revisione degli Statuti, una revisione che – e questo è stato chiarito in fase di accordi con il Governo – non significa adeguamento. La Riforma dello Statuto rappresenta quindi un passaggio fondamentale per la nostra Provincia non solo dal punto di vista legislativo, amministrativo e finanziario, ma anche culturale.  Un’occasione dunque, per fare una piccola riflessione sulla nostra storia e il nostro futuro.  Il principio guida che caratterizzerà questa prima fase sarà la PARTECIPAZIONE.
La Consulta infatti, offrirà ai cittadini e alla società civile la possibilità di dare il proprio contributo. 
 
Spero e mi auguro, sarà una partecipazione attiva e costruttiva dove tutti i soggetti coinvolti potranno mettere a disposizione le loro conoscenze  e il loro sapere per il bene comune. L’Autonomia non è un qualcosa di proprietà della politica ma è uno stile di vita che va sempre più rinnovato e arricchito di significato.
Accanto alla partecipazione serve una maggiore condivisione della responsabilità fra i vari soggetti presenti all’interno della società civile: cittadini, operatori economici, sociali, volontari.  Solo così, sarà possibile mantenere vivo il concetto di Autonomia e allontanarlo da facili e semplici omologazioni esterne.
Questo processo di riflessione sul senso dell’autonomia non va fatto in maniera chiusa e autoreferenziale ma all’interno di uno scenario complesso e globalizzato.  Il sentiero è stretto e tortuoso. Il percorso che ci apprestiamo ad avviare infatti, prevede scelte difficili e importanti. Per questo, è importante che la politica si riappropri del proprio ruolo centrale: fissare gli obiettivi e indicare la via. 
 
Ora, permettetemi alcune riflessioni sul ruolo del Consiglio Regionale all’interno della Riforma oggi all’esame dell’aula. La nascita della Consulta rappresenta l’inizio di un progetto, ben più ampio, che vede come protagonisti la Provincia di Trento e quella di Bolzano. In Alto Adige, come ben sappiamo, è stata creata una Convenzione il cui obiettivo è lo stesso della Consulta: coinvolgere la società civile nell’elaborazione del Progetto di Riforma dello Statuto. Il Consiglio Regionale sarà chiamato, quindi, a svolgere quello che è sempre stato il suo ruolo primario, quello di luogo di incontro tra le nostre due realtà. Ed è nella cornice regionale che dovrà arrivare a conclusione l’elaborazione  di una proposta unitaria, maturata all’interno delle due comunità, da presentare allo Stato. Dobbiamo lavorare affinché le due autonomie possano innalzare con coraggio e saggezza la qualità e la specificità della nostra Autonomia. Sono convinta, infatti, che il dialogo e la collaborazione saranno fondamentali per la buona riuscita dell’intero progetto. Solo se sapremo arrivare ad una soluzione ampiamente condivisa potremo davvero scrivere questa pagina della storia della nostra terra. Siamo due realtà troppo piccole, nel contesto europeo, per pensare, a fronte di una riduzione delle disponibilità, di poter gestire efficientemente, l'una senza l'altra, competenze che invece potremmo condividere per il benessere di tutti i cittadini e soprattutto per i giovani: penso alla sanità, alla viabilità, alla formazione. 
 
Occorre ripensare il nostro Statuto in modo che sia capace di divenire strumento sempre più aperto e dinamico, di rispondere alle esigenze di un contesto nazionale ed internazionale in mutamento, armonizzando ulteriormente i rapporti tra Trento e Bolzano prima, e con Roma e Innsbruck poi, ma soprattutto di mantenersi saldo nella tutela della nostra specialità in ambito nazionale. Dobbiamo costituire una vera Regione europea che unisce tutti i nostri cittadini non solo nel nome di una comune radice storica, che pur esiste, ma per coincidenti interessi ambientali, sociali, economici. Non è più il tempo dell’attesa. La riforma costituzionale, ci impone scelte importanti e decisive per il futuro della nostra terra. 
 
Per questo, serve coraggio  e intelligenza perché solo così sarà possibile dare alle future generazioni un modello di “AUTONOMIA” capace di affrontare le sfide internazionali con la stessa determinazione che ci ha sempre contraddistinto. Noi, qui chiamati a dare vita alla Consulta, saremo i protagonisti di questa riforma. Per questo sento su di me, come rappresentante non solo di chi mi ha votato, ma di tutti i cittadini della nostra, una grande responsabilità. Sono certa che, se sapremo guardare lontano, se sapremo ragionare insieme, ciascuno certo con le proprie idee, ma mettendo davanti a tutto il bene della comunità, potremo davvero rendere un servizio prezioso alla nostra terra e, soprattutto, alle future generazioni.

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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento