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Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana: quale futuro << Torna indietro

INTERROGAZIONE N. 636/XV A RISPOSTA SCRITTA

E’ del luglio 2006 il Protocollo d’Intesa su tematiche sanitarie stipulato tra le parti a fronte della chiusura del reparto di maternità dell’Ospedale San Lorenzo di Borgo. Il documento, nei suoi 8 punti accuratamente descritti e ricchi di contenuti andava ad individuare le opportune strategie per poter garantire operativamente un miglioramento e un potenziamento dei servizi sul territorio. Nel corso degli anni alcune delle indicazioni previste nel documento sono state disattese e le discussioni a vario livello politico e territoriale non sono certo mancate. Non deve sconcertare quindi se forte è la preoccupazione per quello che sta succedendo e che potrà accadere all’ Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana.

Non è solo la comunità dei cittadini della Valsugana e del Tesino a non capire, ma gli stessi Amministratori ad interrogarsi concretamente su quanto gli sforzi condotti in questi anni, attraverso innumerevoli e trasversali interventi ufficiali in chiave politica, non abbiano avuto effetto.

L’interrogativo politico che sorge spontaneo e che maggiormente inquieta attiene in particolare alle prospettive legate al quadro dei servizi erogati presso l’Ospedale e il sostanziale programma di riorganizzazione degli stessi.

Sui reparti di Medicina e Chirurgia dell’Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana si addensano azioni e previsioni, che mal si conciliano con gli annunciati piani di rete provinciale della salute di qualità. Questi sono reparti che rappresentano strutture portanti per un Ospedale su cui si voglia investire; pensare, al contrario, di intervenire unilateralmente attraverso rivisitazioni di piani organizzativi che in maniera selettiva sembrano riguardare solo o soprattutto questo nosocomio appare veramente incongruente.

Non sono poi di secondaria importanza i reparti di Ortopedia e Fisioterapia con la loro organizzazione interna. La pianta organica interna degli stessi risulta ad oggi ancora al di sotto degli standard previsti.

E ancora: un contributo importante Borgo lo ha già dato in tempi neanche lontani con la chiusura del punto nascite, ma, in epoca di stipula del protocollo d’intesa di cui sopra, i servizi pre e post parto sarebbero dovuti essere garantiti sia attraverso un’attività ambulatoriale, che potenziando il servizio di consulenza specialistica. Ad oggi però non esiste alcun servizio ginecologico di emergenza o di tipo chirurgico per la donna di ogni età, se non su appuntamento.

Ben lungi dall’interrogante ritenere che l’impegno per il contenimento della spesa pubblica debba passare sempre e prima attraverso l’impegno altrui; è un modo di approcciare la politica che non le appartiene, questo deve essere chiaro. Ed è quindi logico che la Valsugana la propria parte in questo continuerà a farla. Questo territorio oggi però non può essere costretto a scendere al di sotto di standard infrastrutturali minimi, sotto i quali il senso stesso di Comunità verrebbe meno. In tale direzione l’impegno della Giunta provinciale deve farsi percepire maggiormente da una Comunità valsuganotta e tesina oggi davvero non in grado di capire se accanto alle difficoltà congiunturali debba affrontare anche penalità in tema di garanzie sanitarie.

E’ necessario capire quale sia l’obiettivo politico del governo provinciale e le azioni conseguenti che intende attuare rispetto anche ai numerosi atti deliberati in sede politica locale: ciò consentirebbe di smentire illazioni che ingenerano preoccupazioni presso una cittadinanza che oggi si domanda se è in atto un lento ma inesorabile smantellamento della struttura o un ricollocamento funzionale nel qual caso intende giustamente conoscere tempi e obiettivi fissati.
 

Per i motivi sopra indicati
si interroga
la Giunta provinciale per sapere: 

 
  • Se è previsto e secondo quali modalità l’accorpamento del reparto di medicina e chirurgia, e in caso affermativo quale sia il risultato atteso da questa riorganizzazione;
  • Se la chiusura del reparto di chirurgia nelle ore notturne e nel fine settimana, da alcuni giorni in essere, è da ritenersi una scelta irreversibile, in ordine anche al mantenimento di minimi standard di efficienza del servizio che oggi appaiono disattesi;
  • Se l’attuale dotazione organica del reparto di chirurgia appare congrua ed in grado di assicurare un regolare funzionamento del reparto;
  • Quale sia la previsione di organico del reparto di fisioterapia e ortopedia e i relativi tempi di attuazione della pianificazione prevista;
  • Se la riorganizzazione del Laboratorio di Analisi prelude ad un suo progressivo accentramento verso Trento oppure a ben più auspicabili politiche di ottimizzazione del servizio;
  • Se, per quanto riguarda le prestazioni pre e post parto l’attuale offerta ambulatoriale sia da considerarsi esaustiva o non piuttosto potenziabile anche attraverso un supplemento di personale ed un potenziamento del servizio offerto;
A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

cons. Chiara Avanzo

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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento