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L'adige: Avanzo Mortificata per Cinte<< Torna indietro

Da pochi mesi Chiara Avanzo siede in consiglio provinciale. Giusto il tempo per rendersi conto che il suo ruolo non è sicuramente facile: interessante, questo sì, ma anche impegnativo. Una cosa è fare il vicesindaco a Pieve Tesino, altro è occuparsi di questioni che interessano più di mezzo milione di persone. «Come primo banco di prova - ricorda la giovane esponente autonomista - c’è stata la triste vicenda legata al Centro diurno di Cinte, per proseguire con la questione della variante di Strigno e, non da ultimo, lo scandalo dei vitalizi».

Partiamo dal Centro di Cinte Tesino. Che ne pensa a riguardo?
«La sua chiusura è stato un duro colpo per i tesini. Della difficile situazione del Centro, ho saputo pochi giorni
dopo le elezioni provinciali. Fin da subito ho iniziato un dialogo e una trattativa con l’assessora Borgonovo Re, unitamente ai sindaci del Tesino e al presidente della Comunità di Valle.
Quella che ho portato avanti è stata una battaglia contro i mulini a vento, che mi ha mortificata. Mi sono sentita impotente anche verso i miei conterranei. Le motivazioni che hanno portato alla sua chiusura, per quanto oggettive, forse potevano essere riviste, rivalutate. Ho depositato un’interrogazione chiedendo anche una soluzione certa per le due persone che alla fine di marzo rimarranno senza un lavoro».
 
Ora il Centro è chiuso. Cosa ne sarà della struttura?
«Sul tavolo ci sono più proposte, tutte molto interessanti e di non difficile realizzazione. Questo è di buon auspicio per una possibile riapertura e una nuova opportunità di occupazione per la conca». 

Variante del Tesino. Una nuova strada da più di 45 milioni di euro attesa da decenni...
«Il presidente Rossi e il governo provinciale confermano la volontà di realizzare l’opera. Ma a causa delle restrizioni del bilancio c’è stata una riprogrammazione degli investimenti pub-
blici che prevede l’avvio di opere già appaltate o immediatamente cantierabili».
 
Potenziamento dell’ospedale. Un investimento di 20 milioni di euro da troppo tempo fermo al palo.
«Siamo in fase di approvazione del bilancio, ma gli importi previsti per il nostro ospedale non saranno oggetto di variazioni o traslazioni nel tempo. Gli ospedali periferici vanno mantenuti e specializzati, seppur nell’ambito della riorganizzazione e razionalizzazione del sistema sanitario provinciale». 
 
Capitolo viabilità. Con i colleghi Passamani e Zeni state preparando un documento condiviso con gli amministratori della Valsugana?
«Un paio di settimane fa ho incontrato alcuni rappresentanti per parlare del progetto della Nuova Valsugana nel tratto Veneto. Mi pare di capire che le idee sono ancora troppo diversificate per poterle riassumere in un atto politico. Spero in una rapida condivisione di idee da parte del territorio per presentare una mozione che impegne rà la giunta provinciale ad ascoltare le volontà della valle».
 
In Valsugana la gente chiede garanzie per il rilancio della valle e invoca lavoro. Si parla di intervento straordinario della giunta per dare respiro ad un’economia in ginocchio. Che ne pensa?
«Sono assolutamente d’accordo. La Valsugana merita di essere considerata in modo particolare perché l’assenza quasi totale della componente economica indotta dal settore turistico, rende ancora più grave la situazione occupazionale basata prevalentemente su industria ed edilizia. Serve uno sforzo straordinario per dare alla Valsugana una possibilità concreta di sviluppo».
 
Che ne pensa dello scandalo vitalizi?
«Chi fa politica non deve avere privilegi particolari, diversi dagli altri cittadini. La Regione ha messo in campo una serie di iniziative per ridurre i costi della politica, incluse le somme erogate a consiglieri che hanno terminato il loro mandato. C’è però ancora molta strada da fare. Dobbiamo al più presto dare delle risposte per recuperare fiducia nella politica».


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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento