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Giornata dell'Autonomia: insieme per dialogare

Articolo pubblicato sul quotidiano "Il Trentino" il 5 settembre 2015, Giornata dell'Autonomia

Una festa è un'occasione per stare insieme, per condividere un momento in cui trascorrere del tempo lieto. E questo, in parte, deve essere anche la Festa dell'Autonomia: non la celebrazione del particolare stato di diritto di cui gode la nostra Regione, ma l'occasione in cui Istituzioni e cittadini si trovano e dialogano, per parlare e far conoscere sempre più quello Statuto Speciale che ci rende unici. In questi mesi da Presidente del Consiglio regionale, ho avuto modo di confrontarmi con le altre istituzioni italiane e di apprezzare ancor più quanto i nostri padri fondatori siano riusciti a creare, gettando le basi del Trentino di oggi. L'Autonomia di cui godiamo è qualcosa di straordinario e posso dire, senza paura di essere smentita, che i trentini e gli altoatesini hanno saputo farne buon uso. Il confronto con le altre Regioni, anche quelle a Statuto speciale, evidenzia come il Trentino-Alto Adige/Südtirol abbia utilizzato efficacemente i mezzi che lo Statuto speciale fornisce per crescere ed evolvere. In una fase in cui il regionalismo previsto dalla Costituzione sta mutando nell'ambito della riforma del Titolo V della Costituzione, la Festa dell'Autonomia è quindi l'occasione per far comprendere quanto questa sia importante, per aprire le Istituzioni ai cittadini e spiegare cosa significhi essere autonomi. Chi, come me, ha avuto la fortuna di nascere e crescere in questa terra nel pieno dell'Autonomia, ha una visione sicuramente diversa da chi l'ha vista mutare nel passato ed è in un certo senso assuefatto alla stessa, rischia di darla quasi per scontata. Ma non si deve dimenticare che invece tutto quello che abbiamo conquistato negli anni è frutto di un processo lungo e non sempre facile, di momenti di confronto e talvolta anche tensione con lo Stato e con i nostri interlocutori al di fuori dei confini regionali. Un confronto che anche oggi, in questa fase delicata in cui la nostra stessa specialità rischia di essere messa in discussione, continua di giorno in giorno. 

I detrattori non mancano, fuori ma anche all'interno della nostra stessa Regione: il dovere della politica è proprio quello di far dunque comprendere ai cittadini quanto sia importante essere partecipi, di quanto la tutela dell'Autonomia stessa non sia la tutela di un privilegio, ma di un diritto che ci è stato tramandato dalla storia e che abbiamo dimostrato di saper valorizzare. La nostra realtà non può essere amministrata da chi non la conosce a fondo e da chi non vive il territorio. È impensabile che direttive specifiche possano arrivare come imposizioni da Roma, poiché una società ed una economia montana non possono essere governate da chi abita in pianura e lontano da dove quelle direttive vanno applicate. È questo uno dei principi che dobbiamo sempre tenere a mente, poiché se da una parte abbiamo tutelato la specificità linguistica e stiamo continuando questo percorso, dall'altra dobbiamo garantire lo sviluppo economico, affinché non vengano mai a mancare le risorse necessarie.
Il futuro della nostra terra è legato a come sapremo continuare nel nostro cammino di crescita: abbiamo creato un asse solido a nord delle Alpi con Innsbruck attraverso l'Euregio, ma dobbiamo ragionare sempre più in collaborazione con le realtà a noi più simili e i nostri confinanti. Oggi quindi la Festa dell'Autonomia deve essere il momento in cui tutti i cittadini della nostra terra possono riconoscersi in qualcosa che unisce e possano riflettere insieme, al di là di qualsiasi appartenenza elettorale, perché l'essere autonomi è un patrimonio straordinario che appartiene a ciascuno di noi.
 
Chiara Avanzo
Presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol
 

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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento