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Chiusura del centro diurno di Cinte Tesino<< Torna indietro

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 372/XV
Il  Centro  diurno  di  Cinte  Tesino  costituisce, fin dalla sua inaugurazione avvenuta ormai cinque anni fa, un fiore all’occhiello, davvero una struttura di eccellenza nel panorama provinciale: riconosciuta tale da utenti ed amministratori. Rientra sicuramente nelle priorità programmatiche anche di questa Giunta, ne sono convinta per quanto raccolto nel corso di questi mesi, l’investimento sulla persona. Porre l’individuo al centro delle politiche sociali significa  anche assicurare una presenza di servizi capaci di distinguersi per qualità di offerta, specializzazione e radicamento sul territorio. 

 
La  politica  oggi  più  che  mai  è  chiamata  a  rispondere  in  primis  individuando  un  equo equilibrio tra necessità sociali e contenimento della spesa pubblica. Nella fattispecie pare evidenziarsi da una parte l’assoluta eccellenza del servizio offerto, e dall’altra non tanto la necessità di una riduzione di costi, quanto di un loro accorpamento contando sui risparmi dovuti alle economie di scala. 
 
Non solo la popolazione, ma anche le Amministrazioni di Cinte Tesino, Pieve Tesino e Castello Tesino, sono molto preoccupate per quanto sta accadendo. Al di là delle immediate conseguenze che l’atto di chiusura sta portando con se, il provvedimento viene visto  come un ulteriore svilimento sociale del territorio, quasi il perpetuarsi di un allontanamento culturale messo in atto dal Governo provinciale nei confronti di una Comunità di periferia. Io non penso che sia questo lo spirito, almeno lo spero. Certo è che, col semplice criterio della ragionevolezza diventa arduo comprendere la ratio di un atto di chiusura riconducibile oggi a cause, per quello che è noto, unicamente a valori numerici. 
 
Non credo che si possa prescindere poi da alcune considerazioni di carattere generale che riguardano queste tematiche di tipo sociale. Penso in particolare  alla solo parziale rilevanza che va assicurata al volume dell’utenza, elemento questo legato, non va dimenticato, anche alla specialità del territorio interessato ed alla necessità di una promozione maggiore da assicurare ad un servizio nuovo.  Pur vero è che diversi dovevano essere gli attori sociali chiamati ad un supplemento di impegno nell’indirizzare al Centro. Ma questi sono dettagli che comunque nulla rilevano oggi rispetto alle motivazioni che presiedono alla chiusura. Altro aspetto che poi certo non può passare in secondo piano riguarda il personale perdente lavoro, fatto questo che non è certo liquidabile con il semplice atteggiamento di finto interesse. 
 
Come si può vedere dunque una complessità, questa del Centro diurno di Cinte Tesino, che non può essere trattata con semplici diktat. 
 
Tutto ciò premesso,
si interroga 
il Presidente del Consiglio provinciale 
per sapere: 
 
  1. Quali sono le motivazioni che hanno portato all’adozione di una scelta così drastica con conseguente, ennesima, riduzione di risorse e servizi nella conca del Tesino? 
  2. Alla  luce  della  conferma  di  chiusura  del  Centro  in  data  4  febbraio  2014  e confermato pubblicamente il 18 febbraio 2014 in occasione di un incontro pubblico presso  la  sala  consiglio  del  Comune  di  Cinte  Tesino  dalla  Assessora  Borgonovo Re, quali prospettive ci sono per la struttura di Cinte Tesino? 
  3. Da  parte  della  P.A.T.,  è  in  programma  commissionare un’analisi  dei  bisogni  della conca del Tesino al fine di individuare una soluzione ottimale per il riutilizzo della struttura? 
  4. In  merito  alle  notizie  stampa  emerse,  esiste  un  eventuale  piano  di  riutilizzo  delle maestranze perdenti posto, sembra due, all’interno di realtà lavorative dell’ambito? 
  5. All’interno della programmazione che aveva portato ad identificare una suddivisione territoriale  di  questi  servizi,  tra  Valsugana  e  Tesino,  è  stata  prevista  una  loro riprogrammazione ed in quali termini? 
  6. Quali sono stati i rapporti intercorsi con le RSA del Tesino e cosa hanno prodotto? 
  7. Quali sono i dati di presenza al Centro negli anni di apertura dello stesso e quale è il parere della P.A.T. in merito a questi dati? 
  8. Nell’ottica  dei  tagli  che  la  Giunta  provinciale  dovrà  fare,  la  chiusura  del  centro rappresenta sicuramente un’azione forte in tal senso, quali altri ridimensionamenti o chiusure  di  strutture  sono  state  fatte  dall’Azienda  Sanitaria  in  provincia  di  Trento dalla seconda metà del 2013 ad oggi e quali sono previste nel corso del 2014? 
A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta. 
cons. Chiara Avanzo 

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Consigliere Chiara Avanzo Euregio Regione Trentino Alto Adige Provincia autonoma di Trento